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Chi è il proprietario? Conoscere il mediatore non basta. Bisogna informarsi anche su chi vende e sul perché vende: soprattutto se il venditore non intende rogitare subito. La ragione è molto semplice: se prima del rogito il venditore fallisce, il potenziale acquirente diventa creditore del fallito e riavrà indietro una porzione degli anticipi versati solo dopo anni. Quindi è opportuno stare molto attenti se la casa in vendita è di una società, di un commerciante o di un artigiano. Se la casa interessa veramente, conviene fare prima qualche indagine sullo stato patrimoniale del venditore.
L'immobile è effettivamente vendibile? Il rischio maggiore che si corre quando si avviano le trattative per l'acquisto è che la casa in realtà non sia vendibile. Il mediatore professionale ha tutto l'interesse di controllare - ma attenzione, sotto lo stretto profilo giuridico non ne ha l'obbligo - che chi vuol vendere abbia le carte in regola, perché in caso contrario perderebbe soldi, tempo e credibilità. I motivi per i quali una casa non è liberamente vendibile possono essere fra i più diversi: dalle irregolarità urbanistiche non sanate (se la casa, ad esempio, ha un sottotetto reso abusivamente abitabile) ai vincoli dell'edilizia convenzionata, per cui l'immobile può essere alienato solo a determinate condizioni. Il mediatore improvvisato, che ragiona con la logica del "mordi e fuggi", si fa pochi scrupoli. A volte può trattarsi di un vero e proprio truffatore, che cerca di intascare soldi da due, tre o più potenziali acquirenti. In questi casi recuperare le somme versate a titolo di caparra, con i tempi della giustizia italiana, non è facile.
Esistono trascrizioni ipotecarie sull'immobile? Altre notizie da conoscere assolutamente sono quelle che riguardano la presenza di trascrizioni ipotecarie sull'immobile. Se sulla casa il vecchio proprietario pagava un mutuo, potrebbe addirittura risultare conveniente non estinguerlo. Il che si verifica spesso nel caso di mutui indicizzati: per chi compra significa pagare lo stesso tasso che pagherebbe accendendo un nuovo mutuo, ma risparmiando le spese necessarie per istruire la pratica. Comunque l'immobile è sempre rogitato solo se libero da vincoli e da ipoteche: quindi non c'è il rischio di trovarsi da pagare un mutuo di cui non si sapeva nulla. Pericolo tutt'altro che teorico quando si acquista una casa nuova direttamente dal costruttore.
Visitate la casa in orari e in giorni diversi Infine un consiglio pratico: i mediatori spesso presentano la casa in vendita magnificandone i pregi e tralasciandone i difetti.
Se però non si conosce bene la zona in cui è situato l'immobile, è meglio, prima di mettere mano al libretto degli assegni, tornare nei dintorni in altre ore del giorno e in altri giorni della settimana.
Si potrebbe così scoprire che un giorno il parcheggio è impossibile perché c'è il mercato, o che gli aerei sorvolano il palazzo, o che a cento metri c'è una discoteca o un altro locale particolarmente rumoroso e altri problemi di questo tipo.
Un'altra raccomandazione utile è quella di leggere, prima di dare il via all'acquisto, il regolamento di condominio. Vi potrebbero essere disposizioni particolari e in contrasto con i propri interessi. Se si ha un cane, ad esempio, è meglio accertarsi che il regolamento non vieti la presenza di animali.
Bisognerebbe anche chiedere al venditore i verbali delle ultime assemblee, i riparti delle spese e le ricevute dei pagamenti. La legge stabilisce che : - le spese deliberate prima di un passaggio di proprietà, anche se effettuate dopo, sono a carico dell'acquirente che subentra; - l'amministratore può chiedere all'acquirente le spese non saldate dal venditore negli ultimi due anni. La documentazione sul condominio si potrebbe chiedere anche all'amministratore, ma nella realtà ci si potrebbe sentire opporre un rifiuto, nel nome della privacy, difficilmente contestabile. Valutare la rendita catastale dell'immobile.
- Non dare mai somme (ad eccezione delle provvigioni) con assegni intestati all'agente immobiliare.
- Non usare mai il termine anticipo, ma caparra perché quest'ultima è disciplinata dal Codice civile a differenza dell'anticipo che non offre sufficienti garanzie in caso di contenzioso.
- Al rogito, se il valore catastale dell'immobile è di molto inferiore a quello reale, non dichiarare il minimo, perché, oltre a commettere un reato, si potrebbe rischiare un accertamento da parte dell'Amministrazione Finanziaria.
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